Il cuore nel bosco

E’ sera, quel momento in cui il sole è già tramontato ma il cielo non è ancora nero, è indaco. Che poi l’indaco pare che nemmeno esista, però è il colore che mi piace di più.

Siamo partiti dalla Fattoria a metà pomeriggio, siamo arrivati fin sui pascoli col fuoristrada ed abbiamo fatto l’ultimo pezzettino a piedi; abbiamo portato le tende, i sacchi a pelo, il cibo. Abbiamo montato il campo ed acceso il fuoco, piccolo, discreto, giusto per cuocere la nostra cena, con la legna secca trovata intorno, così abbiamo anche pulito i prati.

Abbiamo riso e scherzato, cantato e raccontato storie, corso intorno al fuoco e fatto capriole nell’erba.

Poi ognuno è andato a fare la pipì dietro un suo cespuglio, ed ognuno è entrato nel suo sacco a pelo, prima che fosse troppo buio e il bosco diventasse troppo minaccioso: dobbiamo tenercelo amico.

Ora Venere brilluccica tremula all’orizzonte e la brezza della sera fa danzare le foglie.

“Bambini, se ora fate silenzio, potete sentire le voci del bosco…” Abbiamo vociato abbastanza per oggi, qui c’è un intero mondo da ascoltare.

I bambini tacciono, curiosi.

“Ehi, senti” sussurra uno “c’è un cane che abbaia!”

“Non è un cane, è un capriolo!”

“Ma… quello era un grugnito?!” bisbiglia un altro.

“Sì! Ci sono molti cinghiali qui!”

“Ma i cinghiali non sono pericolosi, vero?”

“No, non verranno a disturbarci.”

“Io sento ululare…” sento una vocina tremula.

“Si, ci sono i lupi su queste montagne…”

“Ma non vengono qui, vero?”

“No, non vengono, sentono la nostra puzza e stanno ben lontani.”

La notte scende, pian piano, appaiono le stelle una ad una. Nessuno dei bambini ha voluto dormire fuori dalla tenda con me. La tenda protegge e racchiude, fa sentire al sicuro, come in una tana, il bosco è ancora troppo grande per dormirci, loro sono piccoli.

Ma con le orecchie escono dalla tenda e ascoltano, il bosco gli entra dentro e mette radici, e forse un giorno crescerà se glielo permetteranno.

Io ora ascolto loro che parlano piano, in un soffio, guardando le lucciole confondersi con le stelle.

“Senti? C’è il fiume che scorre, quello dove siamo andati a fare il bagno ieri…”

“Sì, e c’è anche un po’ di vento, le foglie fanno rumore”

“Ehi, sentite? Lo sentite anche voi questo rumore leggero? … e’ il mio cuore! Sento il mio cuore… a casa non l’avevo mai sentito…

Buona notte, ragazzi, vi auguro di non dimenticarvi mai di far silenzio un attimo per ascoltare il vostro cuore, ora che l’avete sentito.

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Una risposta a Il cuore nel bosco

  1. Daniela ha detto:

    Semplicemente…..meravigliosa……. così come tutte le storie di Caterina.

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