Piccoli

Oggi voglio parlarvi dei “Piccoli”, i piccoli che per me vanno dai 3 ai 5 anni (ovvero i più piccoli tra gli ospiti della fattoria).

Non posso nascondere che la mia preferenza va sempre ai piccoli, sono quelli con cui mi diverto di più, sono quelli che non mi stufano mai e non mi fanno mai arrabbiare.

Sarà anche che quelli che approdano qui sono piccoli speciali perché figli coraggiosi di genitori coraggiosi che affrontano il mondo con fiducia e col sorriso.

Non è facile per i genitori di un 3enne (anche 4enne e 5enne) affidare il proprio pargolo che probabilmente non sa ancora allacciarsi le scarpe da solo e tagliarsi la carne o riconoscere i propri vestiti, a degli sconosciuti per una settimana. Settimana per altro molto intensa e piena di cose nuove anche per i genitori.

Infatti la maggior parte dei genitori ritiene che sia troppo presto per mandare i figli in vacanza da soli ed aspetta i 7-8 anni.

Ma alcuni ci sono, che impacchettano i figli con i loro averi e me li recapitano quassù, con qualche raccomandazione in più rispetto ai grandi, magari un paio di pannolini per la notte “che non si mai”, genitori la cui più grande prodezza consiste nel far fronte agli attacchi incrociati dei nonni che pronosticano tragedie, genitori che mi lasciano un pezzo di cuore ostentando sorrisi e che poi magari si mettono a piangere appena saliti in macchina. (Lo so perché l’ho fatto anch’io!!!).

Ecco, intanto voglio ringraziare questi genitori per la fiducia che mi danno, perché so che non è facile.

Detto ciò mi ritrovo qui con questi piccoletti che non arrivano al rubinetto, che bisogna sollevarli per fargli vedere le cose (almeno pesano pochissimo!), che bisogna aprirgli il dentifricio e rimboccargli le coperte e lasciargli la lucina accesa. Questi sono i migliori.

Arrivano con le loro convinzioni e tutta la loro piccola grande forza, le loro strategie di sopravvivenza, il loro stupore, ed io ne rimango affascinata. Li guardo appaiare i calzini, mettere a letto l’orsacchiotto e consolare il compagno col magone, vedo la loro empatia e trasparenza e mi chiedo come mai scompaiano durante la crescita.

Affrontano quest’avventura con determinazione e trasporto, sono microscopici davanti ai cavalli, perfino davanti alle pecore, eppure li guardano negli occhi, impauriti o spavaldi, ma sempre disposti a provare. Io li accompagno, spingo il limite un po’ più in là, li aiuto a scoprire che possono fare un sacco di cose che non ritenevano possibili. Possono stare in piedi su un cavallo, possono cavalcare ad occhi chiusi e senza mani, possono camminare a piedi nudi nell’erba, possono attraversare il fiume e dormire nel bosco, al buio circondati da versi degli animali e non solo sopravvivere ma perfino divertirsi.

Beh, insomma, io vivo di questo, vivo per questo, grazie “piccoli”!

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