Mio figlio non mangia

Ho deciso, piano piano, di ripubblicare i miei articoli che albergavano prima su un’altra piattaforma.
Li pubblicherò in base alle occasioni che mi si presentano di affrontare i diversi argomenti.
Oggi partiamo coi bambini inappetenti.

Molte volte incontro genitori che mi dicono che i figli non mangiano o che mangiano solo poche particolarissime cose; in 10 anni di “vacanze in fattoria” una sola volta (su circa 250 bambini totali passati di qui) ho trovato un bambino che davvero si sarebbe lasciato morire di fame se non avessimo esaudito i suoi desideri in fatto di cibo. In tutti gli altri casi i bambini in questione si sono rivelati al massimo un po’ schizzinosi ma nulla di preoccupante. Eppure i genitori erano preoccupatissimi.
L’alimentazione pare essere uno dei nodi fondamentali delle famiglie italiane. Bambini inappetenti per ogni dove. Eppure dobbiamo nutrirci per vivere e ognuno di noi ha un suo istinto di sopravvivenza, e più si è piccoli più l’istinto è forte (succhiare è l’unica cosa che sappiamo fare quando nasciamo!). Quindi perché noi genitori ci convinciamo che nostro figlio possa digiunare fino a procurarsi una qualche infermità? Perché non abbiamo fiducia nella natura? Prima (prima di Raia s’intende) potevano dirmi che parlavo così perché non avevo figli, ma ora no, io con Raia applico lo stesso principio che predicavo prima: “Quando avrà fame mangerà, e se non è oggi sarà domani!”. Il risultato è che Raia di solito mangia come un bufalo, ma se un giorno è inversa e non tocca cibo di certo non la rincorro con la minestra! Mangerà domani e nel frattempo non morirà di fame.
Sembra una stupidaggine ma ormai ho capito che la maggior parte dei problemi alimentari dei piccoli (naturalmente quelli che in realtà problemi non sono, per quelli gravi ahimè serve un dottore) si risolve così: lasciando fare, senza tensioni.
Tavolata di 17 bambini, albergo “da Rico” pranzo del primo giorno, bambini appena arrivati.
Bimba è seduta accanto a me, minuta, dolce, sorridente, 6 anni.
La mamma e il papà separatamente mi hanno detto che Bimba non mangia, se mangia mangia pochissimo e controvoglia, e ha sempre la nausea quindi mi hanno chiesto di controllare che mangi almeno qualcosina.
Arrivo a tavola coi ravioli
Bimba (sorridendo): “Sai che io se mangio mi viene la nausea? Quindi io non mangio niente! Posso?”
Io: “Certo che puoi, la pancia è la tua, se non vuoi mangiare non mangiare.”
Bimba: “DAVVERO!?!?”
Io: “Certo!”
Bimba: “Mi dai i ravioli?”
E fu così che Bimba si mangiò 2 piatti di ravioli, due di patate arrosto e la macedonia.

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