Lupi

Una classe con la quale sto lavorando mi ha fatto una domanda impegnativa: cosa ne penso dell’abbattimento selettivo dei lupi.

Oggi, non senza difficoltà, gli ho risposto, tirando fuori libri, studi, statistiche, siti internet e quant’altro. Ho cercato di esporre il mio pensiero a riguardo.

Se vi interessa lo trovate qui:

 

“Ciao Ragazzi!

Devo dire che la vostra domanda sull’abbattimento selettivo dei lupi mi ha molto colpito.

Ho pensato a lungo prima di rispondervi, perché questo è un argomento molto delicato e complesso e non è stato facile trovare un modo abbastanza chiaro di esporlo.

Premetto che, per quanto io ci viva in mezzo (ai lupi), non sono una grande esperta, e per quanto abbia letto molto sull’argomento e mi sia documentata, quella che vi scrivo rimane comunque una mia opinione (anche se i fatti di cui parlo sono tutti documentati).

Preparatevi, perché sarà una lettera lunga e difficile!

 

Dunque, io inizierei col dire che l’estinzione di una specie animale è, in generale, una grossa perdita per il nostro pianeta, e quindi andrebbe evitata, per quanto possibile.

Il Lupo Appenninico è stato portato quasi all’estinzione dai nostri antenati, e ne sono rimasti pochissimi esemplari, fino a quando, nei primi anni ‘70, è iniziato il programma di protezione della specie.

Da allora la popolazione di lupi è aumentata moltissimo in italia, anche se, in questo momento non si riesce a capire esattamente quanti lupi ci siano.

 

Qui la questione inizia a farsi più complessa: perché non sappiamo quanti lupi ci sono?

Fino a qualche anno fa, la Comunità Europea, stanziava moltissimi soldi per studiare e proteggere il lupo, ora sono diversi anni che ci sono meno soldi e non si fanno censimenti veri e propri. Così possiamo fare solo delle stime: c’è chi dice che ce ne sono 1500 in tutta italia, e  chi dice perfino 4500.

Ma siamo sicuri che siano troppi?

Perché, in fondo, il punto è proprio questo: se sono troppi ne va diminuito il numero perché altrimenti influiscono negativamente sull’ecosistema, giusto?

 

Ma ora facciamo un passo indietro: vi siete mai chiesti come mai i lupi siano stati portati all’estinzione dall’uomo?

 

So che è opinione comune che l’uomo sia un essere cattivo e malvagio e che se la sia presa coi lupi, così, perché gli stavano antipatici.

Ma non è così: da che si ha memoria (i primi documenti scritti in Italia risalgono al 1200), i lupi sono sempre stati un grave pericolo per gli uomini: al contrario di ciò che probabilmente avete sentito in giro, i lupi attaccavano le persone e se ne cibavano, abbastanza spesso. Ci sono moltissimi documenti storici che attestano questi avvenimenti: era frequente che, nelle campagne, molto più spesso in pianura che in montagna, branchi di lupi predassero esseri umani. Dovete sapere che fino a metà dell’800 i contadini potevano difendersi praticamente solo con falci e forconi, e si sentivano parecchio impotenti rispetto a questo predatore che non solo gli mangiava gli animali, ma anche i figli.

So che detto così può fare un po’ paura, infatti di solito nessuno ne parla, ma sono fatti storici che ci servono per capire cosa sta succedendo ora.

Quindi, quando a metà del 1800 circa, ci fu una diffusione capillare delle armi da fuoco (cioè chiunque poteva comprarsi e utilizzare un fucile) la gente iniziò a sparare all’impazzata e a far fuori tutti i lupi che trovava.

In quel momento, esasperati dalle terribili esperienze vissute, gli uomini erano preoccupati più della propria sopravvivenza che di quella della specie lupo. Anzi, sono certa che se ci fossero riusciti, sarebbero stati ben contenti di portarli all’estinzione!

 

Fortunatamente per la nostra biodiversità, però, questo non è successo.

Per la teoria dell’evoluzione di Darwin, si sono salvati quegli esemplari più schivi e paurosi che difficilmente si avvicinavano agli esseri umani. Finendo così per trasmettere questa caratteristica.

 

Per molti anni, quindi, i lupi rimasti, sono stati davvero molto lontano dall’uomo, di madre in figlio si sono tramandati la paura dell’uomo, fino a quando l’uomo non ha gradualmente smesso di rappresentare per loro un pericolo.

Infatti, da quando il lupo è protetto, per quanti episodi di bracconaggio possano esserci stati, non capita più che se un lupo si avvicina alle case venga ucciso. Viene ucciso con bocconi avvelenati, trappole, o anche a fucilate, ma non in prossimità di zone antropizzate (visto che è vietato dalla legge l’uomo lo fa di nascosto, nel folto del bosco).

Questo ha portato, negli anni, ad un sempre maggiore avvicinamento del lupo alle zone abitate dall’uomo, e a sempre più frequenti predazioni sugli animali domestici.

 

Ora, credo che uno dei problemi più grossi, se non forse l’unico, sia questo: i lupi uccidono gli animali che noi alleviamo.

 

E perché questo è un problema?

 

Secondo me questo rappresenta un problema perché gli allevatori, soprattutto quelli che fanno pascolare i propri animali, sono i veri custodi del territorio. Quassù in montagna, dove ormai gli enti pubblici non possono più permettersi di fare manutenzione ai ruscelli, ai boschi, alle strade forestali, gli allevatori sono coloro che, col loro lavoro quotidiano, mantegono il territorio: fanno in modo che i corsi d’acqua rimangano puliti dagli arbusti e non esondino portando detriti a valle, sono quelli che incanalano le acque superficiali facendo in modo che non vadano a creare frane, sono quelli che mantengono puliti i pascoli e il sottobosco diminuendo così il rischio di incendi. Ebbene, queste persone traggono il loro guadagno (minimo) dall’allevamento, e le predazioni dei lupi, sempre più frequenti e abbondanti, rischiano davvero di costringerli a smettere di allevare. E se loro smetteranno di allevare e saranno quindi costretti a lasciare le montagne alla ricerca di un altro lavoro, chi si prenderà cura del territorio?

 

Qui si inserisce un’altra questione: è possibile difendere il bestiame dai lupi senza recare danno al lupo?

 

Sì, teoricamente è possibile, ma ognuno dei metodi che ci vengono proposti ha alcune controindicazioni ed in alcuni casi è davvero impossibile.

 

Reti elettriche: è vero che il lupo non oltrepassa una rete elettrica, ma purtroppo capita spesso che i lupi spaventino talmente tanto le pecore che siano le pecore stesse a sfondare la rete, per paura, e diventino così facile preda (Come è avvenuto ad esempio a Rocca Susella, qui vicino a noi, nel febbraio del 2014, quando un branco di lupi ha fatto uscire le pecore dal recinto elettrico e ne ha uccise 40).

 

Cani da guardiania: come sapete anche noi abbiamo 3 pastori maremmani che difendono le nostre pecore, però può accadere che i lupi siano più numerosi dei cani, ad esempio e che quindi, mentre alcuni lupi combattono coi cani, altri lupi uccidano il bestiame (come è successo a noi); oppure può capitare che i lupi uccidano i cani stessi. Può capitare inoltre che, in alcune zone, non sia possibile tenere i cani perché frequentate da turisti ed i cani da guardiania tendono ad avere un atteggiamento aggressivo con gli intrusi e soprattutto con gli altri cani. Inoltre mantenere 3 o 4 cani è molto dispendioso e non sempre un allevatore può permetterselo.

 

In più, mentre fino ad alcuni anni fa, la Comunità Europea destinava fondi a risarcire gli allevatori i cui animali venivano uccisi dai lupi, e fondi per aiutare gli allevatori a mantenere i cani da guardiania ed acquistare le reti elettriche, negli ultimi anni questi fondi sono andati via via diminuendo, e, in questo momento, gli allevatori non hanno pressoché alcun aiuto.

 

Ora, prima di arrivare alla mia conclusione, devo attirare la vostra attenzione su un altro quesito: è vero che i lupi predano il bestiame domestico perché non ci sono abbastanza prede selvatiche?

 

No, non è assolutamente vero. Si sente spesso obiettare che i poveri lupi siano costretti a cibarsi dei nostri animali perché l’uomo ha sterminato le sue prede abituali. Ma voi sapete benissimo quanti daini, caprioli, cinghiali, lepri ci siano nei nostri boschi, quindi non è per carenza di fauna selvatica che i lupi predano il bestiame domestico.

E perché quindi?

Ma perché è più facile! Non sono mica scemi, i lupi, vuoi mettere cacciare un cinghiale, con quelle zanne taglienti, o un capriolo che corre velocissimo e si allerta al minimo rumore, rispetto a cacciare una pecora un po’ sciocca che rumina dormicchiando e corre come un bradipo?

E se, in più, non c’è nessuno a difenderle queste pecore, certo che è molto conveniente!

 

E qui si torna alla domanda iniziale: il problema è davvero che i lupi sono troppi?

 

A questo punto potete facilmente capire che no, non è questo il problema, i lupi non sono troppi (per ora), perché di prede selvatiche ce ne sarebbero a sufficienza per sfamarli tutti. Il problema è che i lupi non hanno paura dell’uomo, che si avvicinano alle stalle ed in alcune occasioni ci sono pure entrati, che quando un pastore interviene in difesa del suo gregge, rigorosamente, per legge, disarmato, capita sempre più spesso che i lupi, anzichè scappare, portino tranquillamente a termine la predazione e si fermino anche a mangiare davanti al povero allevatore impotente, a volte anche ringhiadogli. (Anche di questo ci sono esperienze recenti documentate).

 

Ecco, questa è, in sintesi, la situazione odierna di uomini e lupi.

 

Quindi ora posso rispondere alla vostra domanda:

“cosa ne pensi della decisione di alcune regioni di sopprimere i lupi?”

Penso che sia un provvedimento inutile aprire la caccia di selezione, un’attività nella quale qualsiasi cacciatore, pagando, può avere la possibilità di abbattere un lupo in una determinata zona. Questo perché, appunto, i lupi non sono troppi (per ora).

 

Penso invece che sarebbe utile, come accade in altre aree geografiche, consentire agli allevatori di difendere i propri animali, se necessario sparando ai lupi, con l’obbligo di un primo sparo di avvertimento in aria. In questo modo verrebbero uccisi solo quegli esemplari che realmente creano problemi e possono essere pericolosi perché si avvicinano troppo all’uomo. Inoltre, in un branco di lupi, quando un membro viene ucciso, gli altri capiscono subito la correlazione tra quella perdita e la presenza dell’uomo e quindi sicuramente inizieranno a temerlo di più e di conseguenza a girargli alla larga.

 

Secondo me una convivenza tra uomini e lupi può avvenire solo se impariamo entrambi a dividerci gli spazi e a rispettare gli spazi dell’altro. Noi non dovremmo andare nel bosco a caccia di lupi e loro non dovrebbero venire a cacciare nei pascoli.

Ecco.

Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire, ma credo che per oggi basti così. Avrete già moltissimo materiale su cui riflettere!

Ma se avete delle domande sarò molto felice di rispondere.

 

a presto

Caterina”

 

taro-pecore

Taro e le sue pecore

tarocollare

Taro col collare protettivo

tarogenlli

Taro e gli agnelli

taropecore2

Taro e le sue pecore, versione estiva

pecora-lupo

Una delle nostre pecore predata dai lupi. Nella stessa notte e nella giornata successiva, altre 3 pecore furono uccise. Una non fu più trovata.

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5 risposte a Lupi

  1. Loredana ha detto:

    Grazie Caterina, interessantissima analisi del rapporto uomo-lupo!! È difficile per chi, come me da sempre affascinata da questo animale ma che ci vivo lontana, capire il punto di vista di chi convive con il lupo… Posso diffondere il tuo pensiero come spunto di riflessione?

    • Certo, mi farebbe molto piacere!

    • Sì, lo so, era per farla breve, che se no diventava chilometrico.
      Però devo dissentire sul fatto che il lupo non interessi ai cacciatori: ci sono un mucchio di cacciatori che vanno a caccia all’estero pur di poter sparare ad un lupo o un orso. Sono certa che se aprisse la selezione in Italia, non solo farebbero il corso, ma pagherebbero fior di quattrini per poter uccidere un lupo.
      Vivo in mezzo ai cacciatori, li conosco bene. Sono anche io una cacciatrice, tra l’altro, comunque. In generale tendo a non suddividere le persone in categorie, così non credo alla categoria dei cacciatori.

  2. Nicola ha detto:

    Gentile Caterina, mi complimento per l’analisi veramente chiara ed efficace.
    Un unico inciso, per i suoi ragazzi, la caccia di selezione non consente a tutti i cacciatori di procedere agli abbattimenti, dietro un semplice pagamento in denaro.
    I cacciatori devono essere abilitati (corso di formazione con l’università ed esame) ed agli stessi viene assegnato un capo distinto per sesso e per classe di età, in base ad un piano di abbattimento redatto da tecnici esperti faunistici, approvato dall’Ispra.
    Il problema è che ai cacciatori il lupo non interessa, sotto il profilo venatorio, e credo che, in gran parte, non sarebbero disponibili a farsi carico del problema, se non a particolari condizioni e con il solo ed unico spirito di aiutare la gente della montagna.

  3. Pingback: Lupi, giusto gestirli?

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