Buon viaggio Bat

Giornata iniziata con due imprevisti. Già complicata alle 8 di mattina.

 

Suona il telefono, è un caro amico che mi chiede di andare a vedere il suo cavallo che sta male.

 

Corro, mio malgrado, perchè amo il cavallo e stimo molto il padrone.

 

Bateur è in piedi dietro un albero, su una riva scoscesa e piena di spine. Il padrone lo guarda dalla macchina, dal basso, in ansia, senza capire cosa stia succedendo. Non può scendere dalla macchina se non con una sedia a rotelle, impensabile su quel terreno scosceso.

 

Sono partita da casa portandomi del buscopan, chè dalla descrizione che mi aveva fatto sembrava una colica. Ma no. Il cavallo è in piedi, non si è nemmeno rotolato, è pulito.

 

Ha una gamba a riposo ma non sembra rotta, gliela tocco tutta, lui sposta un po’ il peso, non sembra che gli faccia male.

 

Ha la testa bassa e il collo leggermente flesso di lato, la lunghissima criniera nera tocca quasi terra. Il manto è bagnato di pioggia. Lo accarezzo, la fronte è quasi completamente bianca per l’età avanzata. Sembra tranquillo, ma non si muove assolutamente.

 

Io ed il ragazzo che lavora per il mio amico tagliamo le spine tutt’attorno a Bateur, ci vuole molto tempo perchè sono fitte e tenaci. Apertagli la strada davanti gli metto la capezza e lo tiro, lui vacilla. Sembra che gli manchi l’equilibrio, fa fatica a raddrizzare la testa.

 

Non capisco.

 

Fa due passi, barcolla, si sposta, scivola. Approda su un piccolo spiazzo un po’ più pulito e in piano. Chiamo il veterinario, anche se è sabato ed è ora di pranzo. Lo chiamo lo stesso perchè so che lui c’è sempre.

 

Mente gli parlo percorro il cavallo con gli occhi alla ricerca di un segno per capire.

 

“No, non ha nulla di rotto, poggia tutti e quattro i piedi senza dolore…”

“No, non ha una colica, è pulito e non si agita…”

 

Potrebbe essere una paresi da freddo “sì, forse, ha il collo rigido…”

Ma chi vogliamo prendere in giro? E’ un merens, ha passato 26 inverni in montagna in mezzo alla neve, ha un pelo da far invidia a un orso, non si può bloccare così per un torcicollo!

 

Risalgo il collo con lo sguardo, gli do un pezzetto di pane, lo mangia.

 

“Sì, mangia… Aspetta! Aspetta Beppe, oddio, gli occhi. No…”

 

In un attimo arriva la consapevolezza, la comprensione che avrei voluto non avere: è un problema nervoso, gli occhi si muovono a scatti ritmici, senza vedere.

 

Il veterinario arriva “Lesione cerebellare”.

 

Rimango sotto l’acqua, con la lunghina rossa in mano, totalmente inutile perchè tanto Bateur non se ne va, e non se ne andrà mai con le sue zampe.

 

Non c’è cura, non c’è speranza.

 

Lo mettiamo a dormire.

 

Ha vissuto una vita felice, libero, amato.

 

Io e il suo padrone piangiamo, le nostre sofferenze una accanto all’altra. Che pianto sciocco.

 

Lui si addormenta sereno, quasi sorridendo e noi che siamo vivi lo piangiamo.

 

Buon viaggio Bat.

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Una risposta a Buon viaggio Bat

  1. Loredana Vecchi ha detto:

    Ho pianto anch’io leggendo questo racconto… Per quel che serve, vi mando un forte abbraccio…

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