L’Ultima

Quando sono arrivata alla Fattoria c’erano 60 cavalli.

40 merens, neri e lucidi, e altri 20.

Li ho amati dal primo momento che li ho visti, forse anche da prima. Ho imparato a riconoscerli dagli occhi, dalla linea del naso. In tutto quel nero omogeneo non era facile, sembravano tutti uguali. E invece no, erano diversissimi, è stato come se, lentamente, col passare dei giorni, i miei occhi avessero acquisito una nuova abilità: quella di distinguere i loro lineamenti. Ma non solo quelli, probabilmente il mio cuore ha imparato a distinguere le vibrazioni di altri cuori, cuori di cavalli.

Ho vissuto con loro molti anni, i momenti più intensi della mia vita, la loro energia era palpabile e riempiva le nostre vite in ogni secondo.

Poi in un giorno molto triste, che ricorderò per sempre, Embrun, lo stallone dell’allevamento, ci ha lasciati. Abbiamo smesso do allevare, non solo per quello, ma quello è stato il segno ultimo che la nostra strada era cambiata.

Così abbiamo iniziato a vendere i cavalli, abbiamo cercato una nuova casa per ognuno di loro, si sono dispersi per il mondo, per fortuna quasi tutti con persone che li hanno amati quanto noi.

Questo processo è durato diversi anni e ieri si è concluso: è partita l’ultima cavalla dell’allevamento dell’Aurora, Volgà dell’Aurora.

Forse solo perché era l’ultima ad andarsene, forse perché era l’ultima puledra nata alla Fattoria, forse perché lo era davvero, Volgà mi è sempre sembrata speciale. Grossa ma delicata, allegra e fiduciosa.

Le ho trovato un posto bellissimo dove andare, dove starà con altri 2 suoi fratelli arrivati là negli anni scorsi per vie traverse, ho trovato una brava persona che sono certa saprà amarla. O forse è la brava persona che ha trovato una cavalla da amare, non saprei dire.

Comunque, fatto sta, che ieri ho preso Volgà, le ho tolto la campana del pascolo e l’ho portata al camion.

Ho visto caricare ed ho partecipato al caricamento di tanti cavalli negli ultimi 12 anni e la maggior parte delle volte sono scene di tensione, nelle quali si rischia di farsi male, c’è rumore, fretta, concitazione.

Ieri non volevo che fosse così, ma avevo il cuore in gola, perché lei era l’Ultima.

Sono stata felice che non ci fosse il Teo, che di solito si agita e perde la pazienza, a caricarla sul camion. Ho fatto da sola, in silenzio, con un trasportatore tranquillo e discreto che se ne stava in disparte e ogni tanto mi sorrideva per rassicurarmi.

Volgà mi ha seguita, tranquilla come sempre, curiosa di sapere dove stessimo andando. Arrivate alla pedana del camion io sono salita senza esitare, lei si è fermata, mi ha chiesto: “Ma sei proprio sicura di ciò che fai? Dobbiamo andare lassopra? No, perché a me non sembra un posto tanto sicuro: traballa e fa rumore…”

Allora le ho spiegato che non c’erano pericoli, che era strano ma che non l’avrei mai portata se non ne fossi stata certa.

Nel convincerla mi sono state d’aiuto alcune mele selvatiche.

Lei non era mai salita su un trasporto, mai. Nata libera al pascolo e vissuta libera tutta la vita, mai nemmeno entrata in stalla, mi ha seguita verso l’ignoto fidandosi di me per qualche ragione a me oscura.

Alla fine ha messo i piedi sulla pedana traballante, mi ha guardata, ha annusato per terra, ha annusato me ed è salita. Il trasportatore ci ha chiuse dentro, le ho tolto la cavezza lasciandola libera, ci siamo guardate e baciate ed io sono scivolata fuori dal camion e dalla sua vita, con un movimento fluido del quale non credevo sarei stata capace, dalla porticina laterale.

L’ho guardata allontanarsi nel camion, agitata e preoccupata, mi cercava.

Naturalmente ho pianto.

Sono felice di dove sta andando: è un bel posto, starà bene.

Non ho potuto spiegarglielo ma credo lo scoprirà presto.

Buon viaggio Volgà.

 

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5 risposte a L’Ultima

  1. Barbara ha detto:

    Ciao, mi ha commosso il tuo post!! una curiosità: a quale scopo allevavate cavalli? riuscivate a domarli nonostante li lasciaste allo stato brado? buona giornata Barbara

    • Ciao Barbara!
      Abbiamo ormai smesso di allevare da qualche anno (infatti Volgà era, per l’appunto, l’ultima). Vendevamo principalmente per trekking e passeggiate ma i merens si sono adattati a fare qualsiasi cosa, dal tiro al salto al dressage!
      E sì, si riesce ad addestrarli nonostante (o forse grazie) allo stato brado!

  2. romano ha detto:

    piango e sono felice , non conoscendo . grazie per questo meraviglioso racconto.

  3. Letizia ha detto:

    Ho letto e mi sono sentita parte delle tue emozioni! Poi ho collegato e ho capito il perchè! Complimenti per riuscire a rispecchiare l’anima dei vostri cavalli. Universo è il tuo specchio, la sua serenità e la meraviglia della sua anima sono la naturale conseguenza di un’infanzia libera e di un amore incondizionato. Grazie da parte sua e mia.

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